Pubblicato il 1 Aprile 2025

Si è svolto ieri nella Sala Pininfarina di Confindustria a Roma il workshop organizzato dal Cluster Nazionale dei Trasporti, dal titolo: “Scenari del mercato auto in Italia e in Europa.”

Il workshop si è svolto alla presenza di tutti i soci del Cluster e di alcuni dei principali stakeholder del settore ed ha voluto approfondire la situazione del settore automotive, alla luce delle nuove sfide imposte dall’Europa.

Il settore automobilistico in Italia e in Europa sta attraversando infatti una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crisi strutturale. Questo scenario complesso deriva dalla convergenza di molteplici fattori che pongono significative sfide a un comparto strategico per l’economia continentale.

I lavori sono stati aperti dal Presidente del Cluster Trasporti, il Prof. Ennio Cascetta, che ha dichiarato: “I dati del mercato auto in Italia sono preoccupanti, non solo per la diminuzione delle vendite del nuovo ma anche perché a questa diminuzione si associa un aumento delle dimensioni e del prezzo delle auto nuove, un aumento delle auto usate in circolazione e un aumento del traffico.”

La neutralità tecnologica per una transizione eco-razionale

Il Prof. Cascetta ha ricordato la necessità dell’accettazione della neutralità tecnologica per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione: “Più auto sulle strade -e più vecchie- vanno nella direzione opposta agli auspicati obiettivi di decarbonizzazione del settore. E’ necessario riconsiderare le politiche degli incentivi e le politiche industriali se si vuole veramente una riduzione dei gas clima-alteranti. Su alcuni punti le proposte dell’ultimo documento della UE sono condivisibili, non si vede ancora, però, l’accettazione di quella neutralità tecnologica che tutta la comunità scientifica richiede da anni per una transizione più eco-razionale che non penalizzi immotivatamente l’industria e gli automobilisti”- ha concluso il Presidente Cascetta.

I dati emersi: SUV ed auto ibride

Una delle principali evidenze emerse dalla tavola rotonda è la marcata contrazione del mercato delle auto nuove in Italia, passato da 2 milioni di immatricolazioni nel periodo pre-pandemico a 1,5 milioni negli anni recenti. Parallelamente, si osserva una polarizzazione verso segmenti di veicoli più grandi e pesanti, con i SUV che detengono una quota di mercato dominante pari al 57%.

Per quanto concerne l’evoluzione verso la mobilità a basse emissioni, si registra una crescita significativa delle immatricolazioni di auto ibride, attestandosi al 36% del mercato. Tuttavia, è importante sottolineare che tale quota è prevalentemente costituita da ibridi “mild”, ovvero veicoli con un motore termico supportato da un piccolo motore elettrico non ricaricabile. Al contrario, la diffusione dei veicoli elettrici puri (BEV) in Italia rimane contenuta, stabilmente intorno al 4% delle nuove immatricolazioni. Questo dato contrasta con la media europea, dove la quota di BEV si attesta al 15%, sebbene anch’essa al di sotto delle ottimistiche previsioni di inizio decennio e degli impegni assunti da numerosi costruttori.

Reddito familiare in calo

Un elemento cruciale nel delineare la situazione attuale è la flessione del reddito disponibile delle famiglie italiane, diminuito del 6% in termini reali dal 2021. Contestualmente, si è verificato un incremento sostanziale del prezzo medio dei veicoli immatricolati, passato da 19.000 a 30.000 Euro nell’arco di un decennio. Di conseguenza, il costo di un’auto nuova in Italia equivale attualmente a 15 mensilità di lavoro, posizionando il paese all’ultimo posto in Europa per questo indicatore.

L’espansione del mercato dell’usato

In questo contesto di difficoltà del mercato del nuovo, si assiste a una forte espansione del mercato dell’usato, che ha raggiunto un valore doppio rispetto al nuovo. Nell’ultimo anno, sono stati registrati 2,9 milioni di passaggi di proprietà, con un dato significativo rappresentato dal 50,4% di transazioni riguardanti veicoli con oltre 10 anni di anzianità. Questa dinamica ha comportato un sensibile invecchiamento del parco auto circolante in Italia, la cui età media è passata da 8 anni nel 2010 a quasi 13 anni nel 2024, con implicazioni rilevanti in termini di sicurezza ed emissioni.

Gli altri fattori della crisi

A livello europeo, l’industria automobilistica è confrontata con una riduzione delle vendite e con la crescente pressione competitiva dei produttori cinesi, non limitata al solo settore dei veicoli elettrici. Le cause di questa congiuntura negativa sono molteplici e includono gli effetti delle crisi sanitarie e geopolitiche, che hanno determinato un aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. Un ruolo significativo è attribuibile anche alle politiche europee orientate a una rapida transizione verso l’elettrico, percepite come potenzialmente penalizzanti per l’industria e i consumatori a causa dei costi e dei tempi di adeguamento necessari.

Infine, si ipotizza un’influenza delle scelte strategiche dei costruttori negli anni passati, focalizzati su modelli di fascia alta e con maggiori margini di profitto, con una potenziale sottovalutazione dei segmenti di vetture più accessibili. La crescente attenzione verso il ridimensionamento del parco auto e la promozione di un approccio di neutralità tecnologica, che contempli la sopravvivenza del motore termico attraverso l’impiego di carburanti rinnovabili, sta inducendo i costruttori a rivedere le proprie strategie industriali per i prossimi anni, nel tentativo di invertire le attuali dinamiche di mercato.

Gli interventi

Carlo Beatrice, di STEAMS – CNR- ha approfondito il ruolo delle motorizzazioni ibride nella decarbonizzazione della flotta passeggeri ed il tema della potenzialità dei biocarburanti: “Al momento il mercato dell’elettrificazione lo sta praticamente guidando l’ibridizzazione, evidentemente è un prodotto che intercetta meglio le tasche e le esigenze dei consumatori. L’ibrido può variare tra il 15 e il 30% in meno di emissioni allo scarico rispetto a un puro termico, sia esso benzina o diesel. E l’elevato numero di vendite dell’ibrido, sta facendo meglio dei BEV. Questo è quello a cui stiamo assistendo”.

A proposito dei biocarburanti invece Beatrice ha dichiarato: “Abbiamo visto, nel caso dei diesel, che l’utilizzo del biocarburante, laddove non è possibile elettrificare i mezzi pesanti, può essere una soluzione alternativa della transizione. Introdurre biocarburanti anche per le motorizzazioni a benzina potrebbe essere un chiaro esempio di sinergia tra l’elettrificazione e l’utilizzo del motore termico in questa fase di transizione.”

Armando Cartenì, della Struttura Tecnica di Missione MIT – Università Vanvitelli-ha approfondito gli scenari della mobilità con dati provenienti dall’ osservatorio tendenze mobilità del MIT. Dai dati rilevati emerge che la mobilità degli italiani è aumentata rispetto al periodo pre-pandemico. Aumentato anche il traffico passeggeri sulle autostrade, così come il traffico ferroviario intermodale. A soffrire invece il trasporto pubblico locale, metro e trasporto urbano non sembrano infatti essersi ripresi da dopo la pandemia ed  “E’ su questo assett che va giocata la partita”- ha dichiarato Cartenì.

Gianpiero Mastinu (Polimi) ha affrontato il tema della sicurezza stradale: “Nel mondo circolano circa un miliardo di veicoli stradali per oltre un milione di morti all’anno. Le biciclette aumentano in modo significativo e generano incidenti gravi. Un altro tema che abbiamo posto all’attenzione della Commissione europea è la sicurezza dei quadricicli e che sono dei veicoli che potrebbero diffondersi sempre più in ambito urbano e la Commissione non ha dato il via a finanziamenti significativi per migliorare la sicurezza di questi di questi veicoli.”

Riguardo ai software per la sicurezza stradale, Manstinu ha dichiarato: “Si parla dell’utilizzazione dell’intelligenza artificiale per la prevenzione degli incidenti e quindi la creazione di modelli digital Twin dell’intero ecosistema. Traffico, infrastrutture per fare le previsioni. Sono progetti europei che daranno dei primi frutti e non definitivi nei prossimi 3 o 4 anni” ha concluso Mastinu.

Saverio Gaboardi del Cluster Lombardo Mobilità ha affrontato il tema dei carburanti rinnovabili: “Noi come Cluster Lombardo riteniamo perseguibile l’abolizione di tutti i carburanti a contenuti fossili. Chiediamo di poter utilizzare solo il carbone che già in superficie o nell’atmosfera catturandolo. Combinandolo con l’idrogeno oppure utilizzando la grande miniera di carbonio rinnovabile partendo dai rifiuti solidi urbani.”

Fabrizia Vigo di ANFIA ha analizzato il Piano d’azione europeo ed ha sottolineato la necessità di una neutralità tecnologica: “Gli obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione devono essere mantenuti ma bisogna dare ai costruttori la possibilità di raggiungere questi obiettivi anche con altre tecnologie (come ad es. il metano) ed ha parlato anche del piano di decarbonizzazione delle flotte. “La proposta sulla decarbonizzazione delle flotte aziendali rientra, nel piano europeo di strategia per l’automotive. Il 60% delle immatricolazioni a livello europeo riguarda i veicoli aziendali. La speranza è che si possa avere una proposta legislativa che arriverà in tempo utile per le aziende per poter per potersi per potersi adeguare”.

Infine, Enrico Pisino (CIM 4.0) ha affrontato il tema del Green Deal: “La sfida del Green Deal è una opportunità per sviluppare una leadership, la sostenibilità dell’industria e del mercato, che è diversa dalla sostenibilità ambientale”. Pisino ha anche illustrato il Progetto HD-Motion, un hub europeo dedicato alla mobilità digitale che offre l’accesso alle metodologie dell’intelligenza artificiale per formare le persone con un sostegno ai costi attraverso sconti in fattura, usando dei delle risorse del PNRR sotto forma di contributo a fondo perduto. Si tratta di una iniziativa che offre una grande opportunità soprattutto alle piccole medie imprese che non hanno una struttura di ingegneria adeguata per sostenere la transizione.

In conclusione Il Presidente Ennio Cascetta ha ringraziato il Cluster Trasporti per il lavoro di analisi svolto, sottolineando l’importanza dei dati: “Transizione energetica, digitalizzazione di tutto, dal veicolo ai servizi, guida autonoma, sono trasformazioni imprevedibili nei tempi e nelle modalità. Tutto ciò pone il settore dei trasporti, in una condizione di particolare incertezza ed è proprio per questo che è necessario basarsi sui dati”.